venerdì 13 aprile 2012

PONIAMO UN FRENO ALLA DERIVA CULTURALE !!

Annibale Barca

“PERCHE’ INTITOLARE QUALCOSA AD ANNIBALE ?”

di Stefano Romanini
Il tempo, come è normale che sia, tende a far dimenticare tutto. Per far si che ciò non accadesse, anche per il solo potersi tramandare sistemi di sopravvivenza, la specie umana inventò la comunicazione. Prima verbale, poi grazie a Dio, anche quella scritta.
Da quel momento nacque una delle discipline fondamentali per tutti noi: la Storia, ovvero lo studio degli eventi prodotti dall’uomo. E la conoscenza della Storia, in modo particolare quella riferita ai luoghi ove ognuno di noi vive, risulta essere per lo meno basilare.
Questo breve preambolo perché da un po’ di tempo leggiamo anche sulle pagine del nostro quotidiano articoli, interventi e lettere che celebrano la figura di Annibale o Annibale Barca qualsivoglia.
Associazioni benemerite quali il Rotary che con la collaborazione del Comune di Gazzola erigono, vicino al ponte sul Trebbia di Tuna, un monumento in vetroresina a “grandezza naturale” raffigurante un elefante come quelli utilizzati dal comandante cartaginese nella battaglia del 18 dicembre 218 a.c., e che pare sia stata combattuta in quella zona.
Lettori che scrivono auspicando che proprio il ponte di Tuna possa essere intitolato allo stesso Annibale…..” a seguito del sondaggio che ha portato alla titolazione del nuovo ponte sorto tra Sordello e la tangenziale sud di Piacenza al maresciallo dei pontieri Palladini caduto in un attentato in Afghanistan. Desiderio, questo, suffragato anche dalla stampa locale con l’invio a stretto giro di mail della proposta al Presidente della provincia Trespidi.
Oppure, come ebbi già modo di scrivere, amministrazioni comunali come quella guidata dall’ex Sindaco di Rottofreno, Maserati, che addirittura dedicano una piazza di San Nicolò al condottiero nord africano.
Il tempo, come dicevo, azzarda al diradamento delle cognizioni sugli accadimenti, tutto ciò infatti appare come normale, mentre potrebbe, invece, risultare quasi una bestemmia se un nostro compatriota si augurasse che un ponte sul fiume Isonzo nei pressi di Caporetto (l’attuale Kobarid slovena) potesse essere intitolato al comandante delle forze tedesco-austro-ungariche generale Otto Von Below.
Tra la battaglia del Trebbia e quella di Caporetto passano, si, ben 2135 anni, ma il principio è lo stesso !  
Annibale e Von Below erano entrambi nemici del nostro popolo e per di più invasori. Poco importa se in un  caso i “nostri” parlassero latino e nell’altro il nostro attuale idioma italiano.
La città di Piacenza fu fondata dai romani, credo possa essere da tutti convenuto che la nostra condizione di appartenenza al popolo italiano,  parta proprio da li. Quindi che cosa c’entra Annibale con la nostra  storia se non il fatto che tentò con la guerra di renderci tutti nord africani e non certo gli attuali europei?
Publio Cornelio Scipione
Tutt’al più sarebbe opportuno dedicare il ponte di Tuna a Publio Cornelio Scipione che pur partecipando alla sconfitta determinata dall’improvvido comando del senatore Tiberio Sempronio Longo, riscattò l’italica stirpe qualche anno dopo in quel di Zama (202 a.c.) sconfiggendo definitivamente Cartagine.
La deriva culturale delle nostre generazioni, la totale perdita del senso di appartenenza, la rimozione delle nostre origini e delle nostre tradizioni sono le vere cause che hanno originato la pseudo società nella quale oggi siamo costretti a sopravvivere. Molto più dello spread e delle crisi economiche create ad arte dai poteri “mondialisti”.
Pur nella convinzione che l’elefantone sia stato laggiù collocato in buona fede con il solo scopo di ricordare l’evento storico in se ed utilizzato quale rafforzativo dato che la specie animale non risulta essere per nulla autoctona, si spera che in futuro coloro che pensano di dedicare qualsiasi luogo o cosa ad Annibale possano esimersi dal farlo e soprattutto di equiparare tale personaggio storico a grandi uomini come il maresciallo Palladini che l’Italia l’hanno onorata e non combattuta.
Piacenza Antagonista

lunedì 2 aprile 2012

CARPANETO PIACENTINO: Presentazione del libro "AMANDO MUSSOLINI"



Giovedi 5 Aprile alle ore 21,00 presso la Sala "BOT" nel Municipio di Carpaneto Piacentino, verrà presentato il libro di Ferdinando Bergamaschi : "Amando Mussolini, Vittorio e Ferdinando Bergamaschi: due vite, una storia".
Oltre all'autore presenzieranno all'incontro anche il prof. Mastrantonio ed il presidente di Piacenza Antagonista Pino De Rosa.

LE ACCUSE DELL'ANPI - Intervento del Presidente Pino De Rosa- da "Libertà" del 01 Aprile 2012


Attaccano ma non rispondono

di PINO DE ROSA*
Nuovamente mi tocca ritornare sulla discussione accesasi intorno alle vicende di piazza Andrea Rossi sebbene si faccia strada il sospetto che a molti lettori possa sembrare anacronistica questa disputa mentre tutto, ma proprio tutto, intorno crolla.
E' poi diventata troppo strumentale la vicenda di un giovane padre assassinato con crudele sadismo. In realtà è d'uopo sottolineare che le vicende di cui andiamo dibattendo (la sconfitta dell'Italia in guerra, la viltà dell'8 settembre 1943, lo stato di soggezione verso i poteri mondialisti che ne è conseguito) stanno alla situazione attuale di decadenza dell'Italia come l'antefatto al fatto. Del resto non è un caso che Romano Repetti nel suo intervento del 4 marzo scorso non risparmi piombo al fascista De Rosa (s'intende il gergo giornalistico per indicare i caratteri un tempo impressi sul citato metallo nella composizione delle colonne per la stampa…..) ma ciò nonostante non risponda ad uno solo degl'interrogativi che avevo indirizzato all'ANPI nella mia ultima.
Repetti preferisce, in puro stile comunista, rielaborare il mio scritto "svelando" significati e passaggi, palesando ragionamenti che altrimenti, evidentemente, altri "poco illuminati" a differenza del succitato, potrebbero non cogliere. Si spinge anche ad un'analisi del sottoscritto ma, dopo aver concesso le attenuanti generiche (non sono una cattiva persona, non ho mai fatto del male a nessuno e sono finanche in buona fede) lancia l'allarme perché sulle mie gambe circola "liberamente senza suscitare reazioni……la folle dottrina che rappresento". Nel leggere il passo mi è venuto in mente l'assassino comunista del filosofo Giovanni Gentile quando gli disse: "Professore! Non ammazziamo lei ma le idee che rappresenta".
La lettera, in questo senso rappresentativa dell'Anpi, comincia lamentando la soppressione delle libertà da parte del Fascismo e si avvia a conclusione con il voler suscitare "reazioni" alle mie idee, la cui manifestazione è evidentemente una libertà non meritevole di altrettanta tutela. E quali sarebbero in concreto le "reazioni" che auspicherebbe Repetti? Evidenziare ciò che è stato travisato e tutte le domande rimaste inevase richiederebbe troppo spazio sulle colonne di Libertà. Mi limiterò di seguito ad alcuni accenni.
Quando invocavo l'urgenza di un progetto rivoluzionario auspicavo una sintesi e non un'anacronistica contrapposizione. Non credo che Repetti voglia realmente approfondire il mio punto di vista sul razzismo, la qual cosa pure potrebbe agevolmente fare leggendo la mia ultima pubblicazione edita nel 2005 "Vivere nel cuore di chi resta significa non morire mai". E‘ per me sufficiente che mi usi la cortesia di esimersi in futuro dall'esplicitare del tutto indebitamente il mio credo politico, se non altro perché penso di cavarmela benino da solo.
Lungamente si dovrebbe poi trattare su quello che fu il vero ruolo della resistenza dal punto di vista militare, storico e politico. Tanto si dovrebbe anche aggiungere rispetto a casi numerosissimi di violenze gratuite dall'inizio ad oltre la fine della guerra civile. Basti per il momento ricordare che la parte prevalente e più propriamente politica dei suoi aderenti non aveva in mente né la democrazia né la libertà ma l'abbraccio mortale con il fallimento comunista, che in quanto a totalitarismo non è stato certo secondo a nessuno.
Rimangono senza adeguata risposta le domande poste nella mia lettera relative alle giravolte di tanti personaggi da me citati non per portare un "attacco" ma bensì per porre la questione di fondo che divide i buoni dai cattivi secondo un ormai ridicolo hollywoodismo che nulla ha a che fare con la ricerca storica.
La metafora delle cabine elettorali da me descritte come moderni vespasiani, considerando il "prodotto" che da esse deriva (e cioè l'attuale classe politica), credo poi che sia del tutto appropriata.
Per quanto riguarda infine la mia presenza nelle scuole in occasione della giornata del ricordo, come potranno testimoniare coloro che hanno assistito, i miei interventi non sono impostati come un dispensario di "verità rilevate" (è chiaro che l'ANPI ragioni con la sua forma mentis!) ma come un sollecito per i ragazzi all'approfondimento di fatti storici che volutamente per oltre metà secolo sono stati occultati. Ad ogni modo in future circostanze, dove è prevista la presenza del pubblico, Repetti è invitato, anche perché alla fine è sempre previsto l'intervento del pubblico. Ci spiegherà magari perché tende a giustificare le "altre violenze inumane" anche quando queste furono patite da partigiani che, sicuramente antifascisti, non volevano comunque perdere la loro identità di italiani a beneficio del comunismo di Tito.
Ormai la favola dei buoni è svelata ed il re denudato.
Per una riabilitazione mi permetto di consigliare all'ANPI almeno una tardiva dissociazione dalle attuali forze ed istituzioni democratiche, alle quali invece Repetti continua ad appellarsi, in nome di quei ragazzi che morirono non certo per generare lo sfacelo ed il decadimento che abbiamo quotidianamente dinanzi. Permettetemi un suggerimento: Il prossimo 25 aprile non andate alle celebrazioni ufficiali garantendo ancora legittimità ad una classe politica che è invece del tutto delegittimata e sta conducendo nel baratro il popolo italiano. O forse costoro sono i vostri degni eredi?
O forse vi è un mutuo ed interessato scambio?
Spero vivamente di non dover più ritornare sull'argomento, volendo Piacenza Antagonista intraprendere urgentemente un cammino di approfondimento ed iniziativa volto a favorire maggiore consapevolezza sul grave momento che stiamo vivendo, per suscitare una volontà di riscatto.
Fallito l'internazionalismo comunista e smascherato il mercatismo liberista bisogna recuperare un mondo di valori che ho definito "irrazionalità" perché non rispondente ai canoni materialisti del dare ed avere ma è fondato sul concetto dell'essere e della comunità. Ci sono tante altre cose belle nella vita rispetto al PIL, lo spread, l'inflazione ed i bilanci. La battaglia urgente è ristabilire un ordine di valori per cui queste ultime siano funzionali all'uomo e non l'uomo ridotto a schiavo di un progetto razionale ma disumano, il mondialismo.
Il fatto che ci sia ancora chi preferisce il ruolo del gendarme, vive solo di rancore e continua a volere una contrapposizione che torna utile solo agli ormai visibili ed identificabili nemici di tutti i popoli che non vogliono annullarsi nell'idiozia globale mostra già di per se che alla menzogna sul passato si accompagna il nulla del presente ed il buio totale per il futuro.
*Presidente Piacenza Antagonista

martedì 20 marzo 2012

TECNOCRAZIA

Mario Monti

"Oggi Monti regna su Roma come un nuovo Cesare. In effetti il processo democratico è stato sospeso per permettere a un tecnocrate non eletto di mettere in atto politiche che i politici eletti non riuscivano a far passare"
Michael Schuman
(Time Magazine 9 febbraio 2012)

martedì 13 marzo 2012

INAMMISSIBILI DICHIARAZIONI DA PARTE DI PSEUDO-RICERCATORI ...CONSULENTI ONU



La deriva intellettuale a cui stiamo assistendo da diversi anni a questa parte è spaventosamente vasta. Le motivazioni di tutto ciò sono molteplici e, in alcuni casi, inspiegabili. Ma la forma più fastidiosa, odiosa e inaccettabile, è senz'altro quando qualcuno la utilizza a scopo "pubblicitario".
Ieri (12 marzo 2012) sul Corriere della Sera è apparso un articolo che riportiamo per intero qui di seguito e che rappresenta uno dei livelli più bassi (per dirla alla Mourinho) di PROSTITUZIONE INTELLETTUALE mai visti sino a d'ora.
E pensare che certi personaggi...o meglio, certa gentaglia, lavora come consulente addirittura dell'Onu...ovvero viene anche pagata!
Comunque lasciamo al lettore ogni considerazione e commento in merito. Noi, per quel che ci riguarda, possiamo solo confermare che saremo sempre una, seppur minuscola,  diga contro l'anti-cultura che questi personaggi cercano di vomitarci addosso.

dal Corriere della Sera del 12 Marzo 2012

 

in alternativa alcune parti del capolavoro andrebbero espunte dal testo

«Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»

L'accusa di Gherush92 organizzazione di ricercatori consulente dell'Onu

in alternativa alcune parti del capolavoro andrebbero espunte dal testo

«Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»

L'accusa di Gherush92 organizzazione di ricercatori consulente dell'Onu


MILANO - La Divina Commedia deve essere tolta dai programmi scolastici: troppi contenuti antisemiti, islamofobici, razzisti ed omofobici. La sorprendente richiesta arriva da «Gherush92», organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti.

ANTISEMITISMO - «La Divina Commedia - spiega all'Adnkronos Valentina Sereni, presidente di Gherush92 - pilastro della letteratura italiana e pietra miliare della formazione degli studenti italiani presenta contenuti offensivi e discriminatori sia nel lessico che nella sostanza e viene proposta senza che via sia alcun filtro o che vengano fornite considerazioni critiche rispetto all'antisemitismo e al razzismo». Sotto la lente di ingrandimento in particolare i canti XXXIV, XXIII, XXVIII, XIV. Il canto XXXIV, spiega l'organizzazione, è una tappa obbligata di studio. Il personaggio e il termine Giuda e giudeo sono parte integrante della cultura cristiana: «Giuda per antonomasia è persona falsa, traditore (da Giuda, nome dell'apostolo che tradì Gesù)»; «giudeo è termine comune dispregiativo secondo un antico pregiudizio antisemita che indica chi è avido di denaro, usuraio, persona infida, traditore» (così scrive De Mauro, Il dizionario della lingua italiana). Il significato negativo di giudeo è poi esteso a tutto il popolo ebraico. Il Giuda dantesco è la rappresentazione del Giuda dei Vangeli, fonte dell'antisemitismo. «Studiando la Divina Commedia - sostiene Gherush92 - i giovani sono costretti, senza filtri e spiegazioni, ad apprezzare un'opera che calunnia il popolo ebraico, imparano a convalidarne il messaggio di condanna antisemita, reiterato ancora oggi nelle messe, nelle omelie, nei sermoni e nelle prediche e costato al popolo ebraico dolori e lutti». E ancora, prosegue l'organizzazione, «nel canto XXIII Dante punisce il Sinedrio che, secondo i cristiani, complottò contro Gesù; i cospiratori, Caifas sommo sacerdote, Anna e i Farisei, subiscono tutti la stessa pena, diversa però da quella del resto degli ipocriti: per contrappasso Caifas è nudo e crocefisso a terra, in modo che ogni altro dannato fra gli ipocriti lo calpesti».

MAOMETTO - Ma attenzione. Il capolavoro di Dante conterrebbe anche accenti islamofobici. «Nel canto XXVIII dell'Inferno - spiega ancora Sereni - Dante descrive le orrende pene che soffrono i seminatori di discordie, cioè coloro che in vita hanno operato lacerazioni politiche, religiose e familiari. Maometto è rappresentato come uno scismatico e l'Islam come una eresia. Al Profeta è riservata una pena atroce: il suo corpo è spaccato dal mento al deretano in modo che le budella gli pendono dalle gambe, immagine che insulta la cultura islamica. Alì, successore di Maometto, invece, ha la testa spaccata dal mento ai capelli. L'offesa - aggiunge - è resa più evidente perchè il corpo "rotto" e "storpiato" di Maometto è paragonato ad una botte rotta, oggetto che contiene il vino, interdetto dalla tradizione islamica. Nella descrizione di Maometto vengono impiegati termini volgari e immagini raccapriccianti tanto che nella traduzione in arabo della Commedia del filologo Hassan Osman sono stati omessi i versi considerati un'offesa».
OMOSESSUALI - Anche gli omosessuali, nel linguaggio dantesco i sodomiti, sarebbero messi all'indice nel poema dell'Alighieri. Coloro che ebbero rapporti «contro natura», sono infatti puniti nell'Inferno: i sodomiti, i peccatori più numerosi del girone, sono descritti mentre corrono sotto una pioggia di fuoco, condannati a non fermarsi. Nel Purgatorio i sodomiti riappaiono, nel canto XXVI, insieme ai lussuriosi eterosessuali. «Non invochiamo nè censure nè roghi - precisa Sereni - ma vorremmo che si riconoscesse, in maniera chiara e senza ambiguità che nella Commedia vi sono contenuti razzisti, islamofobici e antisemiti. L'arte non può essere al di sopra di qualsiasi giudizio critico. L'arte è fatta di forma e di contenuto e anche ammettendo che nella Commedia esistano diversi livelli di interpretazione, simbolico, metaforico, iconografico, estetico, ciò non autorizza a rimuovere il significato testuale dell'opera, il cui contenuto denigratorio è evidente e contribuisce, oggi come ieri, a diffondere false accuse costate nei secoli milioni e milioni di morti. Persecuzioni, discriminazioni, espulsioni, roghi hanno subito da parte dei cristiani ebrei, omosessuali, mori, popoli infedeli, eretici e pagani, gli stessi che Dante colloca nei gironi dell'inferno e del purgatorio. Questo è razzismo che letture simboliche, metaforiche ed estetiche dell'opera, evidentemente, non rimuovono».

CRIMINI - «Oggi - conclude Sereni - il razzismo è considerato un crimine ed esistono leggi e convenzioni internazionali che tutelano la diversità culturale e preservano dalla discriminazione, dall'odio o dalla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, e a queste bisogna riferirsi; quindi questi contenuti, se insegnati nelle scuole o declamati in pubblico, contravvengono a queste leggi, soprattutto se in presenza di una delle categorie discriminate. È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Commedia presenta contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o, almeno, di inserire i necessari commenti e chiarimenti». Certo c'è da chiederci cosa succederebbe se il criterio proposto da «Gherush92» venisse applicato ai grandi autori della letteratura. In Gran Bretagna vedremmo censurato «Il mercante di Venezia» di Shakespeare? O alcuni dei racconti di Chaucer? Certo è che il tema del politicamente corretto finisce sempre più per invadere sfere distanti dalla politica vera e propria. Così il Corriere in un articolo del 1996 racconta come, al momento di scegliere personaggi celebri per adornare le future banconote dell'euro , Shakespeare fu scartato perchè potenzialmente antisemita Mozart perché massone, Leonardo Da Vinci perché omosessuale. Alla fine si decise per mettere sulle banconote immagini di ponti almeno loro non accusabili di nulla.

CONVOCAZIONE RIUNIONE SOCI


Si comunica che per:

LUNEDI 26 MARZO ore 21,00

è convocata la riunione dei soci di PIACENZA ANTAGONISTA presso la sede sociale.